1963
All'età di 10 anni, Andrew Wiles trova un libro sull'ultimo teorema di Fermat nella biblioteca locale. Da quel momento, decide che sarà lui a risolverlo.
"Ho una meravigliosa dimostrazione di questo teorema, che non può essere contenuta nel margine troppo stretto di questa pagina."
Pierre de Fermat non era un matematico di professione, ma un uomo di legge con un talento prodigioso. La sua copia dell'Arithmetica di Diofanto divenne leggendaria quando, nel 1637, annotò scarabocchiando nel margine:
"È impossibile separare un cubo in due cubi, o una quarta potenza in due quarte potenze, o in generale, qualsiasi potenza superiore alla seconda in due potenze simili. Ho scoperto una dimostrazione veramente meravigliosa, che questo margine è troppo stretto per contenere."
Questa sfida rimase aperta per secoli. Mentre geni come Eulero dimostrarono il caso n=3 e Sophie Germain fece balzi da gigante per molti numeri primi, la prova generale sembrava sfuggire a ogni logica conosciuta.
Non basta trovare che "un numero non funziona". Bisogna dimostrare che nessuna combinazione di infiniti numeri interi potrà mai soddisfare l'equazione per ogni n superiore a 2. È una ricerca dell'impossibile nell'infinito.
Negli anni '80, accadde qualcosa di magico. I matematici iniziarono a collegare l'equazione di Fermat (teoria dei numeri) a due campi completamente diversi: le Curve Ellittiche e le Forme Modulari.
Gerhard Frey ebbe un'idea folle: "Se Fermat avesse torto e esistesse una soluzione (a, b, c), potrei costruire una curva ellittica speciale usando quei numeri". Questa divenne nota come la Curva di Frey.
Ken Ribet dimostrò che la curva di Frey era talmente strana da non poter essere modulare. Non aveva le simmetrie necessarie.
Se qualcuno avesse dimostrato che TUTTE le curve ellittiche sono modulari (Congettura di Taniyama-Shimura), allora la curva di Frey non potrebbe esistere. E se non esiste la curva, Fermat deve avere ragione!
Per \(n=2\), esistono infinite soluzioni intere.
Esempio: \(3^2 + 4^2 = 5^2\) (\(9 + 16 = 25\)).
Per \(n > 2\), non esistono soluzioni intere positive.
Se provi con i cubi: \(3^3 + 4^3 = 27 + 64 = 91\).
Ma \(5^3 = 125\). Non c'è uguaglianza!
All'età di 10 anni, Andrew Wiles trova un libro sull'ultimo teorema di Fermat nella biblioteca locale. Da quel momento, decide che sarà lui a risolverlo.
Ken Ribet dimostra la "Congettura di Frey". Se qualcuno dimostra la Congettura di Taniyama-Shimura, allora Fermat è dimostrato. Wiles capisce che è giunto il momento: lavorerà in segreto nel suo soffitto per 7 anni.
Wiles tiene tre conferenze a Cambridge. L'ultima finisce con la frase: "Penso che mi fermerò qui". Il mondo è in visibilio. Fermat è risolto.
Nel 1993, durante la revisione rigorosa del manoscritto di 200 pagine, il matematico Nick Katz notò un "buco". Il metodo di Kolyvagin-Flach usato da Wiles non funzionava in alcuni casi specifici. Wiles tornò in isolamento, questa volta sotto la pressione di tutto il mondo. Era sull'orlo di un fallimento pubblico colossale.
Stremato, Wiles decise di dare un'ultima occhiata a una tecnica che aveva scartato anni prima: la Teoria di Iwasawa. Improvvisamente capì che ciò che rendeva debole Kolyvagin-Flach era esattamente ciò che serviva alla Teoria di Iwasawa per funzionare. L'errore era riparato.
Al momento della pubblicazione finale, Wiles aveva superato i 40 anni. Questo lo rendeva non più candidabile per la Medaglia Fields, il massimo riconoscimento matematico riservato ai giovani geni. Tuttavia, l'importanza della sua scoperta era tale che la comunità internazionale creò per lui una speciale Placca d'Argento dell'IMU, un onore unico nella storia, a cui seguì nel 2016 il prestigioso Premio Abel.
Come si dimostra un problema così semplice con strumenti così complessi? Ecco i due pilastri:
Non sono ellissi, ma curve definite da equazioni come y² = x³ + ax + b. Permettono di trasformare un problema di "numeri interi" in un problema di "geometria".
Oggetti matematici dotati di una simmetria infinita che vivono nel piano complesso. Sono state la chiave per sbloccare la dimostrazione di Wiles.
Tutto iniziò quando Gerhard Frey ebbe un'intuizione rivoluzionaria: se l'equazione di Fermat avesse avuto una soluzione \(a^n + b^n = c^n\), si sarebbe potuta costruire una curva ellittica peculiare (\(y^2 = x(x-a^n)(x+b^n)\)). Frey sospettava che questa curva fosse talmente "strana" da sfidare le leggi della modularità, creando un legame fisico tra l'aritmetica di Fermat e la geometria moderna.
Questa congettura era il "Sacro Graal" che Wiles voleva conquistare. Essa afferma che ogni curva ellittica è in realtà una forma modulare "travestita". Dimostrarla significava unificare due mondi matematici distinti: la teoria dei numeri e l'analisi complessa. Wiles riuscì a dimostrare il caso specifico delle curve "semistabili", quelle cioè che potevano ospitare la fantomatica curva di Frey.
Per anni, Wiles cercò una tecnica per "contare" le proprietà delle curve. Scoprì un metodo basato sui cosiddetti "sistemi di Eulero" che sembrava perfetto. Tuttavia, questo metodo era estremamente delicato: durante la revisione del 1993, si scoprì che non era abbastanza potente da coprire tutti i casi necessari. Fu il momento più drammatico della sua carriera, quello che Nick Katz definì come "un buco nel ghiaccio sottile".
Per riparare l'errore, Wiles tornò a una teoria che aveva studiato in gioventù. La Teoria di Iwasawa permette di analizzare strutture matematiche infinite. In un momento di pura ispirazione un anno dopo il fallimento, capì che combinando questa vecchia teoria con il metodo di Kolyvagin-Flach, le due tecniche si "completavano" a vicenda, chiudendo definitivamente il cerchio della prova.
Per capire meglio il legame tra le curve di Frey e il teorema, guarda questa splendida spiegazione di Numberphile:
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