Auguri di Natale della dirigente dell’ U.S.R.

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Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia
Il Direttore Generale NATALE 2011

“Diede alla luce suo figlio primogenito,
lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia,
perché non c’era posto per loro nell’albergo”.
(Luca,Vangelo,  2,7)

 

Un anno, quest’anno, che ci coglie inevitabilmente nella difficoltà di esprimere un pensiero augurale che non strida con il comune sentimento di crisi, esito  dei tempi che viviamo, crisi che  va oltre quella economica, per investire altre dimensioni, come quella valoriale, culturale, esistenziale; quelle dimensioni che, più di altre, contribuiscono a coltivare la  speranza di un futuro migliore, nel quale alberga il progetto di vita di ogni individuo e della collettività nel suo insieme.

La crisi, così concepita, in cui la povertà dell’avere rischia di diventare povertà dell’essere, rimanda ad un’altra povertà, quella che si racchiude nella rappresentazione della Natività, dove paiono  mancare finanche le condizioni più elementari, idonee a conferire dignità ad una vita che sta per nascere.

Eppure, nonostante l’estrema “povertà che caratterizza l’origine della Rivelazione, la volontà di perseguire il disegno prestabilito, ha trasformato un percorso di vita che appariva tristemente segnato, in un evento messianico, che, per i credenti, diventa riscatto dell’umanità intera.

Il Natale che ci apprestiamo a celebrare non può quindi esaurirsi nella estemporaneità di un augurio non finalizzato.

Deve  e può essere occasione di riflessione sul potere generativo che ciascun educatore esercita nei confronti dei suoi allievi, un generare non in senso biologico, ma di rinascita alla pienezza della vita che è consapevolezza, responsabilità e speranza, da garantire a tutti senza alcuna distinzione di razza o di censo.

Una Scuola che voglia essere fedele alla consegna rimessale dalla Costituzione ed avvalorata dalla società, non può accontentarsi di contare poli di eccellenza, trascurando tutto il resto, perché accanto a quelle schiere di giovani fortunati ve ne sono molti altri che invece devono accontentarsi di una offerta formativa meno stimolante ed efficace, e che  restano quindi esclusi da quella “ègalitè des chances” che hanno diritto ad esercitare proprio in quella prima agenzia formativa che li accoglie dopo la famiglia e li rigenera nel sapere.

Quale occasione migliore per individuare proprio nella “crisi” la chiave di volta per intervenire sulle disuguaglianze, rimettendo in moto processi, situando sinergie, stimolando creatività, dando dimensione sempre più elevata alla  capacità di “essere”, in quanto l’unica in grado di farci sentire protagonisti e responsabili della Storia..

La possibilità di far diventare comune questo obiettivo, sta nella voglia di una riedizione anche personale, nello sforzo di abbandonare schemi replicanti e comodi, per mettersi in gioco, per sentirsi imprenditori della propria vita.

Ciò che chiediamo e vogliamo per i nostri allievi, deve essere coltivato soprattutto e prima dentro di noi.

Il mio augurio, ai dirigenti, ai docenti, al personale amministrativo tecnico e ausiliario,  è nel desiderare che lieviti veramente questo nuovo “sentire” in ogni ambiente di apprendimento,  di essere io stessa giusta interprete del sistema e di riuscire ad accompagnarvi in questo difficile processo di miglioramento che permetta ai giovani a noi affidati di poter guardare alle criticità presenti con la speranza e la fiducia di orizzonti più luminosi.

 

Bari, 12 dicembre 2011

Lucrezia  STELLACCI

 
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