Cessazioni dal servizio dal 1°settembre 2013

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                                                                                  A TUTTI I DOCENTI INTERESSATI

                                                                                  AL PERSONALE ATA

                                                                                  S  E  D  E

Oggetto: D.M. n. 97 del 20 dicembre 2012 Cessazioni dal  servizio dal 1°settembre 2013.

 

In riferimento  alla circolare n. 98 del 20 dicembre 2012   – disponibile nella sezione news intranet MIUR – con la quale l’Amministrazione centrale ha diramato il D.M. n. 97 del 20 dicembre 2012 e le istruzioni operative per le cessazioni dal servizio a decorrere dal 1.9.9013,  si richiamano le SS.VV.  a prendere visione delle vigenti disposizioni legislative che stabiliscono i requisiti che è necessario possedere per conseguire il diritto al trattamento di pensione.

 

  1. 1.                      Requisiti anagrafici e contributivi per accedere al trattamento pensionistico

 

Come è noto la nuova normativa pensionistica contenuta nell’art.24 del D.L. n.201 del 6.12.2011 convertito con modificazioni il legge n. 214 del 22.12.2011, divide il personale in due categorie:

a)     quella che alla data del 31.12.2011 aveva maturato i requisiti contributivi  per l’accesso al pensionamento vigenti prima della riforma, a cui continuano ad applicarsi le vecchie disposizioni;

b)      quella che alla predetta data del 31.12.2011 non aveva  conseguito gli stessi requisiti, a cui si applica il nuovo trattamento pensionistico.

 

Pertanto, per la prima categoria sub a), in virtù di quanto disposto  dall’art. 1, comma 6, lettera c), della legge n. 243/2004, come novellato dalla legge n. 247/2007,  i requisiti necessari per l’accesso al trattamento pensionistico di anzianità sono di 60 anni di età e 36 di contribuzione o 61 anni di età e 35 di contribuzione, maturati entro il 31 dicembre 2011.

Fermo restando il raggiungimento della quota 96, i requisiti minimi che inderogabilmente devono essere posseduti alla suddetta data, senza alcuna forma di arrotondamento, sono di 60 anni di età e 35 di contribuzione.

L’ulteriore anno eventualmente necessario per raggiungere la “quota 96” può essere  ottenuto sommando ulteriori  frazioni di età e contribuzione (es. 60 anni e 4 mesi di età, 35 anni e 8 mesi di contribuzione).

Il diritto al trattamento pensionistico di anzianità si consegue altresì , indipendentemente dall’età, in presenza di un requisito di anzianità contributiva non inferiore a 40 anni maturato entro il 31 dicembre 2011.

Per le donne che optano per la pensione liquidata con il sistema contributivo rimane in vigore l’art. 1 c. 9 della L. 243/04 che prevede il requisito di almeno 57 anni di età e una contribuzione pari o superiore a 35 anni. In tal caso, tuttavia,ai fini del conseguimento del diritto al trattamento di pensione dal 1 settembre 2013 i requisiti anagrafici e contributivi devono essere stati conseguiti  entro il 31 dicembre 2012. Tali lavoratrici sono destinatarie, infatti,  della finestra di cui all’articolo 1, comma 21, della L. 148/2011

            I requisiti utili per la pensione di vecchiaia sono di 65 anni di età per gli uomini e 61 di età per le donne, con almeno 20 anni di contribuzione. (15 per chi è in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1992, ai sensi dell’art. 2 c. 3 lett, C del D.lgs n. 503 del 30/12/92) se posseduti entro la data del 31 dicembre 2011.

Giova sottolineare che, secondo quanto previsto dai commi 3 –seconda parte- e 14 dell’art.24 della legge 22.12.2011 n.214  e specificato nella circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 2 dell’8 marzo 2012, tutti coloro che hanno maturato i requisiti di cui sopra, entro il 31 dicembre 2011, rimangono soggetti al regime previgente per l’accesso e per la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia e di anzianità e non sono soggetti, neppure su opzione, al nuovo regime sui requisiti di età e di anzianità contributiva.

Ne consegue che il personale che alla data del 31 dicembre 2011 ha maturato i requisiti per l’accesso al pensionamento vigenti prima del DL n. 201 del 2011 (sia per età, sia per anzianità contributiva di 40 anni indipendentemente dall’età, sia per somma dei requisiti di età e anzianità contributiva – cd. “quota”),  e compie i 65 anni di età entro il 31 agosto 2013 dovrà  essere collocato a riposo d’ufficio (salvo trattenimento in  servizio).

 Invece, per il personale di cui alla seconda categoria sub b) per l’anno 2013 le regole da applicarsi sono:

Per la pensione di vecchiaia il requisito anagrafico è di 66 anni e 3 mesi compiuti entro il 31 agosto 2013 -vale a dire nati sino al 31maggio 1947- (collocamento d’ufficio) o, a domanda entro il 31 dicembre 2013 in virtù della disposizione prevista dall’art. 59, c.9 della L.449/97, sia per gli uomini che per le donne, con almeno 20 anni di anzianità contributiva.

La pensione anticipata, rispetto a quella di vecchiaia, potrà conseguirsi , a domanda, solo al compimento di 41 anni e 5 mesi di anzianità contributiva, per le donne, e 42 anni e 5 mesi per gli uomini da possedersi entro il 31 dicembre 2013, senza operare alcun arrotondamento. Va ricordato, in proposito, che per i dipendenti con età inferiore a 62 anni la norma  prevede  una penalizzazione.

 

2.         Termini per la presentazione delle domande  intese alla cessazione o alla prosecuzione del rapporto di lavoro

Per quanto riguarda le modalità per l’attribuzione del trattamento di quiescenza, è opportuno evidenziare che il precitato DM n.97 del 2012 ha fissato, per tutto il personale del comparto scuola, il termine del 25 gennaio 2013  per presentare le domande di collocamento a riposo per compimento del limite massimo di contribuzione, di dimissioni volontarie dal servizio e di trattenimento in servizio. Il medesimo termine del 25.1.2013 vale anche per coloro che manifestino la volontà di cessare prima della data finale prevista da un precedente provvedimento di permanenza in servizio. Tutte le predette domande valgono, per gli effetti, dall’1/9/2013.

Sempre entro la medesima data del 25 gennaio 2013 gli interessati hanno la facoltà di revocare le suddette istanze, ritirando, tramite POLIS, la domanda di cessazione precedentemente inoltrata.

Il termine del 25 gennaio 2013  si applica anche al personale che, avendo diritto alla cessazione per aver raggiunto la “quota” 96, intenda chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale, con contestuale riconoscimento del trattamento di pensione, ai sensi del decreto 29 luglio 1997 n. 331 del Ministro per la Funzione Pubblica.  Tale richiesta va formulata con unica istanza.

Si precisa, al riguardo, che deve ritenersi esclusa, da parte degli interessati, la possibilità di presentare separatamente una istanza di dimissioni volontarie e altra istanza di trasformazione del  rapporto di lavoro da tempo pieno in tempo parziale, nonostante le operazioni vengano effettuate  in  tempi  diversi e diversi  siano  i  presupposti  giuridici  per  l’accettazione  delle stesse.

Nella medesima istanza gli interessati devono anche esprimere l’opzione per la cessazione dal servizio ovvero per la permanenza a tempo pieno, nel caso fossero accertate  circostanze ostative alla concessione del part time (superamento del limite percentuale stabilito o situazioni di esubero nel profilo o classe di concorso di appartenenza).

 

2.1       Presentazione e gestione delle istanze

Le domande di cessazione dal servizio e le revoche delle stesse devono essere presentate con le seguenti modalità:

 

  • Il personale dirigente scolastico, docente, educativo ed ATA di ruolo, ivi compresi gli insegnanti di religione, utilizza  la procedura web POLIS “istanze on line”, relativa alle domande di cessazione, disponibile nel sito internet del Ministero (www.istruzione.it) e costituirà l’unica modalità dì presentazione delle istanze e sostituirà in tutti i casi il formato cartaceo.

Eventuali domande già presentate in forma cartacea devono essere riprodotte con la suddetta modalità.

            L’art. 2 del decreto ministeriale in oggetto disciplina i casi di mancata maturazione del diritto a pensione nei riguardi del personale dimissionario perché privo dei requisiti prescritti; l’accertamento dell’esistenza o meno di tale diritto è di competenza degli Uffici territoriali degli Uffici scolastici regionali o dalle Istituzioni scolastiche nel caso di personale assunto in ruolo dopo il 2000.

 

Coloro i quali vogliono permanere in servizio oltre il 65° anno d’età: applicazione dell’art. 72 comma 7 della legge 133/2008

 

Le domande di trattenimento in servizio continuano ad essere presentate in forma cartacea.

Per l’applicazione del comma 7 dell’art. 72 rimangono fermi i criteri stabiliti dalla direttiva ministeriale n. 94 del 4 dicembre 2009 adottata sulla base delle indicazione di cui alla Circolare n. 10 del 2008 del Dipartimento della Funzione Pubblica.

Preme sottolineare che l’istanza di trattenimento in servizio è soggetta a valutazione discrezionale e quindi può anche  non essere accolta dal datore di lavoro. La valutazione deve tener conto di alcune condizioni oggettive: le esigenze organizzative e funzionali dell’amministrazione, la particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in determinati o specifici ambiti e l’efficiente andamento dei servizi.

 

                                                                                     IL DIRIGENTE SCOLASTICO

                                                                                  (Prof.ssa Loredana DI CUONZO)