Il nuovo Logo del Palmieri

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Il Liceo Classico “Giuseppe Palmieri” ha il suo nuovo logo.

La Dirigente, prof.ssa Loredana Di Cuonzo, a titolo personale e a nome della intera Comunità scolastica,  ringrazia il Prof. Rodolfo Stigliano, docente di Progettazione Grafica, presso il Liceo Artistico “G. Pellegrino” di Lecce,  che ha realizzato il nuovo identificativo dello storico Istituto.

Il ringraziamento si estende al Prof. Maurizio Madaro, docente di Fotografia, per il suo qualificato contributo per la realizzazione del progetto grafico della nuova brochure dello stesso prof. Stigliano. La dirigente auspica sia con loro l’inizio di una stimolante collaborazione nell’ottica di nuove progettualità da inserire nel Piano dell’Offerta Formativa del Liceo

 

e adesso la parola al prof . Stigliano per una spiegazione della Genesi del Logo

Ricevuto incarico dal Dirigente Scolastico prof.ssa Loredana Di Cuonzo  nell’ottobre 2011, mi sono attivato per cercare fonti di ispirazione.

Il Liceo non disponeva di un segno distintivo, il logo appunto, utilizzato da gran parte delle scuole di ogni ordine e grado, che si affiancasse ai loghi ministeriali. Il bisogno di esprimere all’esterno la mission dell’istituzione scolastica è oggi una necessità: eventi in genere, orientamento, pubblicazione del piano integrato, pubblicizzazione dei PON, generano quel marketing culturale che trova il suo apice nel sito Web, una “vetrina virtuale” dove si pubblicano tutte le attività che ogni anno si realizzano; inoltre, con le iscrizioni on-line, avere una identità grafica coordinata è un’esigenza necessaria per proporsi con professionalità.

L’incarico, da subito, è apparso impegnativo per l’importanza del referente, il Liceo appunto, meritevole di rispetto, una scuola con una storia di 429 anni.

La prima istituzione avvenne per mano dei Gesuiti che nel 1583 fondarono il Collegio Lupiense con sede nei locali annessi alla chiesa del Gesù; in seguito divenne Scuola Regia con convitto, intitolata a S. Giuseppe, con sede nell’ex convento degli Olivetani, per poi spostarsi nei locali attigui alla chiesa di S. Francesco della Scarpa.

Tornarono i Gesuiti per un riaffidamento ma, in seguito alla loro espulsione definitiva, la scuola divenne Liceo Ginnasio e nel 1865 fu intitolata a Giuseppe Palmieri (grande economista, anch’esso allievo dello stesso liceo al tempo dei Gesuiti, Martignanese di origine, importante esponente dell’illuminismo, sostenitore dell’abbattimento del regime feudale).

Soltanto nel 1960 la scuola fu trasferita nell’attuale sede la cui costruzione, iniziata nel 1940, fu ultimata a distanza di 20 anni a causa del conflitto bellico.

Ho ritenuto utile, per la realizzazione del progetto, ideare un simbolo che rappresentasse l’essenza dell’istituzione, centro di riferimento culturale sul territorio che ha dato tanto, formando un’intera classe di professionisti e letterati.

Da questa prima indagine storica e in seguito alla stesura di un brief  (elenco dei punti di forza della scuola), ho immaginato quindi che essa fosse il luogo stesso della cultura, una cultura che affonda le proprie radici nell’antica Grecia, luogo esso stesso contenitore di saperi.

Ho spostato quindi la mia attenzione al tempio greco per antonomasia, il Partenone, massima espressione architettonica di rigore progettuale, di armonia nei rapporti proporzionali; la bellezza che ne deriva è garantita anche dalla sapiente applicazione della sezione aurea che ha affascinato tutto il mondo classico e che, giunta fino a noi, ritroviamo in molti oggetti di design e in architettura.

Ho pensato di sostituire le colonne del tempio con le iniziali di Giuseppe Palmieri utilizzando le lettere dell’alfabeto greco; le colonne, elemento portante della struttura stessa dell’edificio, sono sormontate dal timpano inclinato verso destra per dare al logo dinamicità e allo stesso tempo accennare al senso di apertura al territorio, sia in ingresso che in uscita e all’innovazione.

Il punto di colore Magenta evidenzia e sottolinea l’uso delle lettere iniziali, è un elemento distintivo e di modernità; il font utilizzato, Avangarde book, è anch’esso basato geometricamente sulla costruzione del cerchio e l’altezza delle lettere minuscole è pari al diametro del punto Magenta di separazione.