Report sulla Conferenza del 4 Marzo

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image 2Il 4 marzo 2013, presso il chiostro dei Teatini di Lecce si è svolta, nell’ambito dell’Itinerario Rosa 2013 una conferenza sulla concezione della donna a Lesbo e a Sparta, tenuta da uno dei più famosi esperti di lirica greca, il professore Antonio Aloni, docente di Letteratura Greca presso l’Università di Torino.Il Liceo “Palmieri” ha partecipato all’organizzazione dell’evento insieme all’Associazione di Cultura Classica – Delegazione “Quinto Ennio” di Lecce ed all’Università del Salento – Dipartimento di Studi Filologici e Filosofici.Gli alunni del “Palmieri” in particolare hanno prodotto un filmato introduttivo ed assistito con una folta rappresentanza all’evento.

Nel mondo greco, in particolare ad Atene, la donna non ricopre nessun ruolo nella società ed è costretta a vivere chiusa in casa. Secondo Tucidide, la sua maggior gloria è che nessuno all’esterno ne parli mai, né in bene né in male. Di riflesso, nella letteratura ionica essa è rappresentata in modo potenzialmente negativo: basti pensare alla figura di Elena nell’”Iliade”, la fonte di tutti i mali. Persino alcune dee subiscono le critiche del poeta, ad esempio Afrodite, a cui è dato da Omero l’epiteto di “mosca canina”. La tragedia classica conosce ben pochi esempi di eroine positive (come Cassandra), che tuttavia sono destinate ad una morte tragica, mentre la maggior parte, come Clitemestra, Fedra, Medea, è il simbolo della malvagità e della follia.

Ciononostante, non è corretto affermare che la condizione della donna sia uguale in tutto il mondo greco; vi sono infatti due eccezioni: l’isola di Lesbo del VI sec. a.C. e la città di Sparta del VII-VI sec. a.C. In entrambe il potere è nelle mani di élites aristocratiche, spesso in lotta tra loro, che hanno uno stile di vita estremamente lussuoso; in questo contesto si sviluppa una visione della donna innovativa rispetto al resto della Grecia.

A Lesbo viene esaltata l’immagine della donna bella e attraente, che veste in modo elegante, si muove, danza suona con grazia e femminilità. E’ fondamentale la sua capacità seduttiva, per questo vengono organizzati dei veri e propri concorsi di bellezza, i kallistei=a, anche tra donne sposate (come testimoniato da Alceo). Un ambiente importante per l’educazione della donna è il tiaso, in cui le fanciulle aristocratiche compiono un lungo percorso di preparazione al matrimonio. A Lesbo il più importante è quello della poetessa Saffo, ma è attestata la presenza di altri tiasi, spesso in competizione tra loro. In questi ambienti possono manifestarsi rapporti omoerotici tra la maestra e le alunne o tra le alunne stesse. I componimenti che vengono creati all’interno del tiaso di Saffo, soprattutto gli imenei, vengono in seguito intonati anche di fronte ad un pubblico maschile, segno che la produzione poetica femminile è apprezzata anche dagli uomini. La poetessa di Lesbo, inoltre, scrive dei pezzi volti alla critica sociale di specifiche famiglie, come quella dei Polianattidi, tanto che si può parlare di componimenti Saffo-giambici (Aloni).

Un’altra situazione innovatrice è quella di Sparta, luogo in cui la donna ricopre un importante ruolo sociale. Infatti qui le donne ricevono un’iniziazione ed un’educazione ginnica al pari degli uomini. Tutto ciò ha una finalità ben precisa, ovvero quella di far sviluppare alla donna un fisico sano, attraente per il marito ma soprattutto idoneo alla procreazione, obiettivo primario per una ristretta società militare che necessita ogni giorno di nuovi guerrieri.

 

Gaia Lombardi – II B